REFERENDUM – LETTERA AL DIRETTORE

Al Direttore Giovanni Rossi
de L’INFORMATORE LOMELLINO

> Egregio direttore,
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> domenica 22 ottobre si svolgerà un sondaggio che coinvolgerà i cittadini di Lombardia e Veneto. Un sondaggio, nei fatti, nulla di più. E per di più inutile, oltre che costoso.
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> Che la Lombardia, insieme al Veneto, dia soldi a chi non li sa gestire non è affatto in discussione… Ma cominciamo a chiamare le cose con il proprio nome: quello è un referendum solo consultivo, introdotto dalla pessima riforma costituzionale votata, dalla sinistra, nel 2001, un’iniziativa di consultazione a scopo meramente dimostrativo, un sondaggio popolare quindi. In cui, per giunta, il solo scopo di partecipare consiste nel dare ragione agli organizzatori.
> Si poteva evitare l’inutile spesa di 23 milioni, più il costo del software e spese di consumo, che supereranno di gran lunga i 30 milioni di euro?

Sì, bastava una delibera della giunta regionale e il tutto arrivava a Roma, ma forse chi ha inventato questa favola non ha fiducia dei propri parlamentari.
Servirà solo a far fare bella figura a Renzi che l’ultimo referendum, vero, lo organizzò per farsi seppellire.

Forza Italia intanto, anche a livello pavese e lomellino, si sbraccia a perdifiato per farsi notare dall’amico/nemico leghista quasi con il cappello in mano per elemosinare alleanze e per ricucire rapporti in seguito a tornate elettorali che li hanno visti su fronti opposti. Il partito, se esiste ancora e se è realmente radicato nel territorio, pensi a portare avanti le proprie battaglie e a livello locale, spieghi ai giovani che vogliono avvicinarsi alla politica che bisogna raccontare la realtà ai cittadini senza usare termini di maniera, che lasciano il tempo che trovano.
Spendiamo questi soldi per sapere in tempo reale, quindi domenica sera, i risultati? Ditecelo martedì e teniamoci i soldi per i ponti, soprattutto per quelli pavesi.
Vogliamo diventare autonomi, come il Trentino e come la Sicilia. I primi hanno testa e responsabilità, i secondi soldi e incoscienza. Ecco, noi ci avviciniamo ai secondi.