GROSSI RI-SCRIVE A SALVINI: RISCHIAMO IL FALLIMENTO PER COLPA DEI MINORI

SANT’ANGELO LOM.

Da IL NUOVO LOMELLINO
di Vittorio Testa

Tra i vari interessi che hai, dimmi che posto mi dai! Forse Vasco Rossi non rende giustizia alla serietà dell’argomento, ma il messaggio che trasmette lo fa in maniera egregia… Gli aveva già scritto nel dicembre scorso, ma senza ricevere risposta. E ora ci riprova. Lo scrivente è Matteo Grossi, mentre il destinatario della missiva è Matteo Salvini, nientepopodimeno che il ministro degli Interni. In ballo c’è sempre la solita questione, quella dei costi che i Comuni spendono per mantenere i minori in affido. Una spesa obbligatoria che però rischia di mandare gambe all’aria i municipi d’Italia. Soprattutto quelli più piccoli.

Così Grossi riprova ad attirare l’attenzione del ministro e lo fa scrivendo a caratteri cubitali. Letteralmente! La missiva è stata spedita la scorsa settimana ed è stata vergata con la dimensione 30 del font: a prova di miopia.

“L’avessi scritta su Facebook oggi avrei già avuto una risposta, ma sono all’antica: credo nella buona e tradizionale politica, quindi ci ho riprovato e per far si che il ministro la veda l’ho scritta con un carattere dimensione 30, dovrebbe vederla. – spiega il sindaco Matteo Grossi – Non mollo questa battaglia, oggi condivisa da molti Comuni pavesi e non solo, e non sarà necessario dire che tutti i bambini hanno eguali diritti e tutti devono potere ricevere quello di cui hanno bisogno, senza distinzione alcuna. Da un paio d’anni porto avanti questa causa, prima scrivendo ad Alfano poi a Minniti… poi cade il governo e devo ricominciare daccapo”.

Nei prossimi giorni molti Comuni riceveranno un documento da inserire nell’ordine del giorno al prossimo consiglio comunale utile: l’obiettivo è quello di cambiare una legge che fa acqua, in modo da dare più ossigeno alle casse comunali d’Italia. E l’input parte appunto dai Comuni che rischiano la bancarotta.

“In Italia vige una legge a tutela dei minori non accompagnati, ovvero di quei bambini che sono purtroppo frutto di fallimenti familiari e che non devono vivere alcun tipo di disagio sociale, ma questa legge è figlia di una realtà che non esiste più in quanto stabilisce che a provvedere debbano essere i Comuni nei quali sono residenti. – precisa Matteo Grossi – Alcuni numeri reali per capirci meglio: Sant’Angelo ha un bilancio di poco superiore al milione di euro e in 3 anni ha pagato 280mila euro per mantenere 3 minori. 110 euro al giorno per bambino, 330 euro al giorno. Al giorno! I conti tornano dicendo che l’onere da pagare è superiore ai 90mila annui: un decimo del mio bilancio”.

La denuncia di Matteo Grossi poggia le basi su un paradosso che affronta proprio l’amministrazione comunale. Il Comune pagatore non può scegliere né l’istituto al quale affidarli né “trattare” la retta sapendo che ci sono altre realtà a costo inferiore. E in seconda battuta i Comuni che non hanno i quattrini a disposizione, sono obbligati ad indebitarsi per pagare le rette. La proposta del Comuni ad un passo dal fallimento è semplice: la palla deve passare al Governo e la legge sui minori va adeguata. La soluzione sarebbe solo una: i minori non devono più essere a carico dei Comuni, ma dello Stato e nella fattispecie sotto l’ombrello del Ministero degli Interni. “Questo – conclude Grossi – consentirebbe di avere una unica gestione centralizzata degli affidi agli istituti, con economia di scala e ovviamente risparmi sui costi ed evitiamo la disparità a seconda che il Cmune abbia o non abbia i soldi per pagare l’assistenza che è sacrosanta perché segno di civiltà. Ai sindaci solo il compito di segnalare le situazioni di disagio. Ogni giorno perso è un giorno in più negato a quei bambini”. Ora non resta che aspettare la risposta di Salvini.