NERO E FOFO, FUORI NOVELLA

La paura delle notizie. La paura di leggerle e la goduria di scriverle. Mondo capovolto.
I giornali, internet e credere a tutto senza mai informarsi sulla questione. Alcuni prendono per veri pure i post di Facebook. Il social è il teatro per tutti e guai a non entrarci.
“Niente di più futile, di più falso, di più vano, niente di più necessario del teatro” disse Louis jouvet. Letteratura. Tutto si collega e infatti mi ritornano in mente le storie, o novelle, in letteratura.
Ultimamente penso spesso a Nero e Fofo, protagonisti della “Rallegrata”, novella di Pirandello dei primi del 900. Loro erano due cavalli che si credevano furbi, belli e rispettati. Dicevano: “gli altri cavalli devono trasportare le merci e prendono pure le frustate perché devono trottare veloci, noi più piano andiamo meglio è, nessuno ci frusta e tiriamo un bel carro pieno di fiori. Tutti ci guardano e tutti ci seguono, molti ci rispettano. Quando passiamo noi le persone ci accendono pure i ceri, siamo così belli che le donne si emozionano, piangono e gli uomini si tolgono il cappello.
Nero e Fofo in realtà erano 2 cavalli al quanto rincoglioniti perché riuscirono ad arrivare in pensione, non quella dell’inps di Tito Boeri, senza mai accorgersi che tiravano un carro funebre.
Ecco: Nero e Fofo, un secolo dopo, ce li abbiamo al governo. Belli e fieri, la gente dietro al carro c’è e non è poca. Credo che se continuiamo a sostenere che per colpa dell’Europa i funerali costano di più di quando c’era la Lira possiamo allora iniziare a celebrarlo questo funerale. L’Europa ci guarda, senza emozionarsi.