GROSSI PROSEGUE LA BATTAGLIA SUI MINORI MANTENUTI DAI COMUNI

Sulla tematica il sindaco del piccolo Comune ha iniziato ad interessarsi dal suo insediamento (nel 2016) e non ha mai smesso, incontrando in questi anni deputati e senatori. Lo scorso 5 novembre il sindaco di Sant’Angelo ha approfondito a Milano il discorso con Gianpiera Vismara, coordinatrice Anci Lombardia, mentre entro la fine dell’anno si terrà un nuovo incontro con il senatore Maurizio Gasparri
Di Fabrizio Negri
da VIGEVANO24

La sua battaglia parte da lontano ed in questi anni il suo interesse non si è affievolito, anzi ha sempre cercato un confronto con senatori e deputati. Già perché per i comuni è un grosso problema dover mantenere i minori non accompagnati o in grave difficoltà familiare. Perché non se ne occupa lo Stato centrale? Ed è proprio per questo che il sindaco Matteo Grossi ha iniziato a far sentire la propria voce nella capitale.

“Non erano chiare alcune uscite nel bilancio comunale – dichiara il primo cittadino – e non è chiaro tuttora il perché devono essere i comuni a mantenere questi minori e non lo Stato centrale. La competenza deve essere del Ministero degli Interni in quanto questo problema mette in grossa difficoltà gli enti locali, soprattutto quelli di dimensione medio piccola che hanno bilanci di poco rilievo e che si trovano a dover fronteggiare spese notevolmente superiore alle loro effettive capacità”.

Il problema è sempre stato denunciato a Sant’Angelo Lomellina. Infatti la somma imposta dal Tribunale dei Minori è di circa 110/120 euro al giorno per ogni minore. “93 mila euro – riprende Grossi – è l’uscita annua per il mantenimento di tre minori che vivono nelle case di accoglienza pagate dalla mia amministrazione e da quella precedente guidata da Romeo Zone. Secondo una mia ricerca a livello nazionale, l’uscita monetaria dei comuni si aggira attorno a 1 miliardo di euro, che dovrebbe invece rimanere nelle casse comunali per essere impiegata come servizio al cittadino”.

L’hashtag #figlidelleistituzioni lanciato sui social ed il documento scritto insieme all’opinionista Davide Giacalone sono riusciti nell’impresa di far aprire il dibattito in Camera dei Deputati e Senato. Diversi nel corso degli anni sono i rapporti che il sindaco Matteo Grossi ha intrattenuto con politici nazionali, tra questi: Chiara Scuvera (PD), Luis Orellana (Misto) Maurizio Gasparri (FI) e Daniele Capezzone (CoR).

Il problema? “Nel frattempo i ministri cambiano – sottolinea Grossi – e si deve ricominciare
tutto daccapo. Con Minniti e poi con Salvini ma l’onere non cambia, il tempo passa e i comuni rischiano il default”. Il sindaco di Sant’Angelo non si arrende e lo scorso 30 novembre 2018 arriva la seconda lettera sull’argomento indirizzata all’ex Ministro degli Interni Matteo Salvini.

Dopo questa lettera Grossi è stato ricevuto in Senato da Maurizio Gasparri ed insieme hanno scritto una mozione da inviare, prima ai Comuni lomellini e poi ai comuni d’Italia. Ad oggi sono più di 100 le mozioni
votate all’unanimità dai consigli comunali e molte stanno ancora arrivando.

Lo scorso 5 novembre si è tenuto a Milano l’incontro tra il sindaco Grossi e la coordinatrice Anci Lombardia Vismara, in cui il primo cittadino ha chiesto una corsia preferenziale per arrivare in modo veloce ai Comuni in quanto la problematica, che non ha alcun colore politico, rischia di aggravare i bilanci comunali. Prima della fine dell’anno ci sarà un altro incontro con il Senatore Gasparri a Roma. In questi giorni verrà spedita l’ennesima lettera a difesa di tutti i comuni d’Italia al neo ministro dell’Interno Luciana Lamorgese nella quale si chiede un incontro al Viminale.