SI USINO I MEDICI DELLE FORZE ARMATE

In Italia mancano medici di famiglia. È un problema di cui si parla da troppi anni e che ci fa scivolare in fondo alla classifica europea. Nel lodigiano hanno pensato a una soluzione affatto stupida.

Che nel nostro Paese manchino i medici di famiglia non è affatto una notizia. Al contrario, si tratta di una annosa realtà che ci fa scivolare in fondo alla classifica europea. Un problema che dibattiamo da anni, incuranti del fatto che a rischiare la pelle sia davvero la nostra salute. Entro il 2028 l’Italia perderà tra i 9.200 e i 12.400 medici di base. In Lombardia, regione che vanta un’eccellenza in ambito sanitario, ne mancano all’appello più di 1.500 e non ci serve la sfera di cristallo per sapere che, nei prossimi cinque anni, saranno almeno 2.500 i medici in servizio che si ritireranno in pensione. Molti di questi, visti gli ultimi anni di pandemia, preferiranno il prepensionamento a estenuanti e massacranti turni di lavoro.

La nuda e cruda realtà è che già oggi esistono interi quartieri urbani carenti di un’adeguata medicina di prossimità. Addirittura, in alcuni piccoli paesi il cosiddetto medico di famiglia è del tutto assente. Se qualcuno sostiene di poter risolvere il problema aumentando il massimale fino a duemila pazienti per ciascun medico, si vada a rivedere le prodezze del dott. Guido Tersilli (uno dei personaggi più noti interpretati da Alberto Sordi) che – servendosi tanto della mamma quanto della segretaria – visitava un numero impressionante di pazienti, a ognuno di loro riservando pochi secondi: un sistema che lo avrebbe portato al collasso. Soprattutto in questo periodo di pandemia, aumentare i massimali per acquisire più pazienti significherebbe infatti rendere ingestibile il carico di lavoro (soprattutto burocratico) di ciascun medico di base.

Se la situazione in alcuni territori è di per sé allarmante, per alcuni sindaci si tratta già di una vera e propria emergenza. Per questo una ventina di primi cittadini del Lodigiano hanno sottoscritto un appello per chiedere di essere aiutati dalla Sanità militare. I medici dell’esercito potrebbero colmare momentaneamente il vuoto negli ambulatori, soprattutto nei paesi più piccoli. D’altra parte già agli inizi della pandemia i militari sono stati più volte impiegati in larga parte del nostro territorio, garantendo sicurezza e supporto logistico. Il Ministero della Difesa dispone peraltro di forze significative: più di 6mila unità comprendenti medici, infermieri, aiutanti di sanità e tecnici. Molti sindaci credono sia giunto il momento di prendere seriamente in considerazione il loro impiego. Nel frattempo il Ministero della Sanità faccia la sua parte, rendendo questa missione lavorativa più appetibile ai giovani futuri medici.

Matteo Grossi
LA RAGIONE

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