Si sottrae la Lega –
Alcuni giorni fa, nella Sala per le conferenze stampa della Camera dei Deputati, è stata presentata l’iniziativa “DeepFake e Politica: insieme per dire basta”. L’evento è stato organizzato da due realtà italiane del fact-checking, “Pagella Politica” e “Facta”, che si occupano di verificare se affermazioni pubbliche (soprattutto politiche) siano vere, false o fuorvianti. L’impegno è chiaro: non creare né diffondere deepfake, ammettere pubblicamente eventuali errori e informare i cittadini su un fenomeno destinato a crescere. È una risposta necessaria a una tecnologia che consente di costruire contenuti falsi ma credibili, cancellando il confine tra realtà e finzione.
Quando si attribuiscono a un avversario parole mai pronunciate, il danno non è solo per chi viene colpito ma per i cittadini, che perdono gli strumenti per formarsi e votare consapevolmente. La responsabilità non è soltanto della politica, perché i deepfake circolano soprattutto sui social, ma proprio per questo servono regole e – prima ancora – comportamenti responsabili. In un contesto internazionale in cui la disinformazione è spesso alimentata dai partiti stessi, la scelta della politica italiana di porsi un limite e dare l’esempio è un fatto positivo. Non risolve il problema, ma indica una direzione più seria e più civile. L’iniziativa è stata firmata da tutte le principali forze politiche. Tutte tranne la Lega di Matteo Salvini, che ha scelto di restarne fuori. Una scelta che merita di essere registrata.
Matteo Grossi
Scritto per La Ragione