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ESILARANTE FALSO COLOMBIANO

Dal Movimento Bunga Bunga al testamento attribuito al suo inventore –

Non dobbiamo viaggiare troppo in là con la fantasia pensando che tutto il pianeta ruoti ormai soltanto intorno all’intelligenza artificiale. Esiste una bella fetta di mondo che ancora si muove con ignoranza a-nalogica. C’è ancora chi ha il coraggio di truffare ricorrendo a mezzi desueti per poi essere smascherato da sistemi sofisticati. La scena di Totò e Peppino che stampano le banconote da 10mila lire non è troppo diversa da quella in cui qualcuno pensa di poter apporre impunemente a un testamento una firma trovata su Internet.
È successo davvero. Ardito averlo fatto con la famiglia Berlusconi. Cinque giorni dopo la scomparsa del presidente di Forza Italia, dalla Colombia si è agitato un vento furfantesco che ha fatto insospettire il notaio di famiglia. Un truffatore torinese, ma residente in Colombia, ha reclamato via Pec 26milioni di euro, una barca a vela chiamata “Principessa VaiVia”, il 100% delle quote della società titolare delle ville ai Caraibi e il 2% di Fininvest.
Inutile dire che oggi questa persona – oltre a essere l’erede di nessuno – è indagata dalla Procura di Milano con l’ipotesi di falsità in testamento. Tuttavia è utile capire com’è avvenuta la scoperta del falso.
Il documento contraffatto è stato periziato dalla società Axerta, a firma del partner Stefano Martinazzo. È bastato un nulla: esaminando il testamento – oltretutto creato con un software di uso comune – e analizzando i suoi metadati, sono venuti fuori dettagli decisivi fra i quali il giorno e l’ora in cui era stato creato, lavorato e corretto. Se la data riportata nel testo era del settembre 2021, gli esperti di Axerta ne hanno appurata una reale e ben diversa: 15 giugno 2023. Poi una serie di altri errori: il documento è stato creato in Word e poi convertito in Pdf, mentre la firma di Silvio Berlusconi è stata ‘incollata’ digitalmente dopo averla copiata da Internet. Insomma, un pastrocchio frutto di collage degno di “Art Attack”, il programma tv per bambini molto popolare fra il 1998 e il 1999.
La relazione della società è servita a ridicolizzare definitivamente – se mai ce ne fosse stato bisogno – il povero protagonista, già noto nel mondo del ridicolo. Nel 2016 l’uomo aveva infatti cercato di infinocchiare alcune assicurazioni con finti incidenti e furti, più falsi testimoni di contorno. Addirittura riuscì a fingere la morte di una persona per incassare l’indennizzo. Di tante spericolate trovate ce n’è una particolarmente degna di nota. Nel 2013 il truffatore si era candidato alla presidenza della Regione Lombardia con la lista “Movimento Bunga Bunga”, poi esclusa dalla Commissione elettorale della Corte d’appello a causa di presunte irregolarità nelle firme. Di fronte a cotanta grossolana inventiva ci permettiamo di dargli un consiglio: provi a usare i vecchi metodi. Hai visto mai che con una firma falsa messa ‘a mano’ finisca per passarla liscia.

Matteo Grossi
Scritto per La Ragione