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RAFFICA DI INSULTI VERSO IL SINDACO GROSSI E POI LA MINACCIA: “PRIMA O POI VI AMMAZZO TUTTI”

Il fumo fa male… e fa prendere anche insulti. Lo sa bene Matteo Grossi, sindaco di Sant’Angelo e frequentatore di Mortara, che domenica scorsa è stato investito di insulti e minacce da parte di un uomo, di origini africane. Il motivo? Una sigaretta negata. La scena si è svolta alle 20 e 45 circa, all’esterno di un locale del centro, dove Grossi si trovava con amici per un aperitivo serale. “Ci siamo fermati a chiacchierare sul marciapiede, quando improvvisamente si è avvicinato un uomo chiedendo una sigaretta. – racconta Matteo Grossi – Al mio diniego ha iniziato ad inveire ad al alta voce, insultandomi. Poi, evidentemente non pago, mentre si allontanava si è lasciato andare a qualche minaccia un po’ pesante. La scena ci ha lasciato davvero a bocca aperta”. Secondo la ricostruzione dei fatti, l’uomo sarebbe arrivato dalla direzione della stazione ferroviaria. Probabilmente “caricato” da qualche bicchiere di troppo, o da altro, lo straniero si è lasciato andare al più classico degli insulti: italiano di m…a. Potrebbe essere quasi un caso di “razzismo al contrario” se non fosse che la Cassazione (nel 2010) si era espressa in maniera contraria in quanto l’insulto “può essere letto come individualizzazione di una persona singola (per fatti relativi ad una situazione eminentemente personale e familiare), nei cui confronti si ha disistima, piuttosto che come riferimento ad una identità etnica in quanto facente parte di una comunità nazionale, quella italiana, che proprio nel nostro paese non può essere correlata ad una situazione di inferiorità o suscettibile di essere discriminata”. Allontanandosi, poi, lo straniero insultante ha giocato il carico: prima o poi vi ammazzo tutti. “Questa persona che mi ha affrontato ha sempre tenuto le mani in tasca, mentre io ho sempre conservato la calma. – ricorda Grossi – Sono situazioni da gestire con calma e freddezza, non sappiamo cosa hanno in tasca queste persone. Sicuramente negli ultimi tempi c’è stato un notevole incremento di episodi come quello che mi ha interessato e questo non va bene. Ci sono esercizi commerciali aperti sette giorni su sette e praticamente a qualsiasi ora del giorno e della notte: questi negozi diventano il punto di ritrovo per gli sbandati che vanno a spasso per a città. Andrebbero controllati”.

L’Informatore Lomellino
Vittorio Testa