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SINDACO NON CADA NELLA BUCA

Dotarsi di volontari e rivedere i regolamenti –

Diventai – e sono ancora – sindaco. Ma, prima di esserlo, chiesi ai miei cittadini che ognuno si prendesse le proprie responsabilità. Insieme abbiamo condiviso sorrisi e complimenti, a volte pure lamenti e bisticci.
Può sembrare strano leggere ‘insieme’ ma è perché è così che abbiamo costituito ¡’volontari civici’: un corpo comunale assicurato dagli infortuni e abilitato al taglio del verde e alla sistemazione delle strade comunali.
Amo il mio Paese, anche se a volte penso che se la passino meglio il sindaco di Novara, quello di Pescara, quello di Reggio Emilia e quello di una città dove nessuno andrebbe mai a suonare il campanello quando c’è un lampione spento o quando al tal numero civico non hanno ritirato l’immondizia. Le deiezioni canine, poi, sono i brontolii più diffusi. In quelle città le lamentele le farebbero agli assessori o ai consiglieri, mai al sindaco.
Nei piccoli borghi (come pure nei grandi centri) ci sono pensionati che invece di rinchiudersi in casa a guardare la tv vengono a chiederci di curare un’aiuola della piazza, uno spazio di prato al cimitero oppure di cambiare i sacchetti dei rifiuti lungo il viale alberato.
Poi ci sono storie che, in virtù del loro essere sorprendentemente vere, potrebbero essere annoverate nell’universo dell’assurdo. Avrete probabilmente sentito parlare del pensionato 72enne di Barlassina (in provincia di Monza) che qualche giorno fa è andato a comprare del bitume per ricoprire da sé una buca che si era creata davanti alla sua casa. Terminato il lavoro
si è trovato il vigile che gli ha fatto una multa di 882 euro per «aver riparato la buca in una strada senza autorizzazione del Comune». Come diceva il giornalista Antonio Lubrano, che di questi casi si occupava già 35 anni fa su Rai 3: «La domanda nasce spontanea…», perché multare lui e non chi sapeva del problema e non è intervenuto?
Un altro fatto. Questa volta siamo a Lucca. Non volendo che un altro suo operaio si azzoppasse, un imprenditore ha pensato bene di chiudere una buca su un lato del cancello della propria azienda. Un’opera che per la locale polizia municipale è ‘abusiva’ e quindi merita 871 euro di contravvenzione «a carico del committente dei lavori per il riempimento della fossetta laterale all’ingresso di un piazzale». Un intervento fatto dopo che un operaio era caduto proprio in quel punto – procurandosi lesioni alla gamba sinistra – mentre stava installando una nuova cancellata. Senza autorizzazione, quell’azione di mero buon senso e dettata dal pragmatismo imprenditoriale si è trasformata in una violazione d legge.
Non tutti i Municipi possono permettersi volontari che usano il proprio tempo per il bene della comunità. Ma i sindaci devono rimettere mano ai regolamenti. Con le buche ci si fa del male: se provvedono i singoli a rattopparle, i primi cittadini dovrebbero soltanto tacere. E semmai ringraziare.

Matteo Grossi
Scritto per La Ragione