Nelle democrazie quando la gente vota ha sempre ragione nel farlo. Le urne registrano gli umori, non li inventano. Ma attenzione a come si leggono i risultati. Prendete la Sassonia: con tutto il suo territorio fa quattro milioni di abitanti, poco più della metà della sola città di Berlino. È un pezzo piccolo della Germania, d’accordo, ma la politica funziona come il corpo umano: se senti un dolorino una volta non ci badi, ma se quel dolore continua a farti male devi fermarti e capire che problema hai. Ignorarlo non fa sparire il male, lo peggiora. E questo dolore riguarda tutta l’Europa.
In Italia assistiamo al cortocircuito di una maggioranza divisa: da una parte ci sono Matteo Salvini e Roberto Vannacci che festeggiano il successo della destra radicale di Alternative für Deutschland, dall’altra c’è il ministro degli Esteri Antonio Tajani che giudica giustamente l’episodio come un segnale negativo. Stare nello stesso governo e viaggiare su binari opposti in politica estera è la cifra di un’ambiguità che non paga. La destra radicale tedesca e la sinistra populista condividono lo stesso asse di opposizione agli aiuti all’Ucraina, finendo nei fatti per strizzare l’occhio a Vladimir Putin. Descriverlo come un semplice ossimoro rischia addirittura di essere riduttivo: siamo di fronte a una contraddizione genetica permanente che tiene in ostaggio la credibilità internazionale del Paese.
Il liberalismo europeo deve svegliarsi dal torpore e piantarla con le chiacchiere ideologiche, poiché quando la buona politica abdica al pragmatismo e si addormenta tra i burocrati, il demagogo arriva puntuale a presentare il conto. E il conto è nero su bianco, stampata nel programma di AfD. Perché quando leggi il programma trovi scritto che i bambini tedeschi devono stare in classi di soli tedeschi, mentre gli stranieri e i disabili vanno messi da un’altra parte, in classi separate: un metodo che punta con decisione a scardinare il modello dell’istruzione inclusiva. Guardate che questo non è un dettaglio, è un’idea di mondo.
E se di fronte a questa roba non vi viene l’orrore, allora il problema ce l’avete voi.
Matteo Grossi